Piazza Roma

Proverbi albavillesi:
Mariuol che sà il latino, loda l’acqua e beve il vino.”

Albavilla è un comune di 6.450 “in discesa”: passa infatti da un’altitudine di 1320m del Monte Bollettone ai 260 m del lago di Alessio. Come suggerisce il nome è rivolto a Sud-est, verso l’alba, e per la conformazione del territorio è come un terrazzo con una visuale ampia a Sud che nei giorni sereni si estende fin all’Appennino oltre la pianura Padana.

La zona di Albavilla risulta abitata dall’uomo fino dalla preistoria, come testimoniano i reperti rinvenuti nella grotta del Buco del Piombo. Nel corso dei secoli, il popolo Etrusco e gli Umbri stabilirono colonie sviluppando commercio con i mercati elvetici, gallici e germanici e migliorando il territorio grazie al prosciugamento di acquitrini e paludi e canalizzando fiumi e torrenti. Agli Etruschi si sovrapposero gli Umbri, o Insubri, che si stabilirono nella zona da loro definita “Insubria” (1117 a.C.).

Conquistata dai romani e parte della “Gallia Cisalpina” ancora oggi restano tracce nei nomi di varie località “Mercolè”, “Cerei”, “Arcur”, rispettivamente da Mercurio, Cerere ed Ercole, tutte divinità romane relative all’agricoltura e alla pastorizia. La villa dell’”Alsium”, dimora del generale romano Lucio Virginio Rufo era ad albavilla, così come vi soggiornarono Cicerone e i comaschi Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane. E’ da notare come fin dall’antichità Albavilla ebbe sempre il ruolo di “villa” cioè una località di riposante soggiorno in zona di pascoli montani, caratteristica che conserva tutt’ora.

Con la caduta dell’impero romano Visigoti, Vandali e Unni attaccarono il territorio, che passò poi sotto la dominazione Longobarda e tedesca. Sotto la dominazione spagnola (1500-1600) crollano il commercio e l’agricoltura in seguito alle pesanti tasse imposte dai governatori spagnoli, alle guerre, alle carestie e alle pestilenze. In seguito alla guerra di successione spagnola (1707) subentra il dominio austriaco che, salvo un breve ritorno spagnolo nel 1745- 1746 e la parentesi francese del dominio napoleonico, durò fino al 1859.

La popolazione raddoppia, passando da 554 abitanti del 1727 ai 1056 del 1760, grazie anche all’assorbimento della frazione di Saruggia fino a quel momento indipendente.
Nel 1752 nasce il poeta Giuseppe Carpani.
L’11 luglio 1859 sancì l’ingresso del paese nell’Italia che si trasformò da villaggio prevalentemente dedito all’agricoltura ad importante centro per l’industria serica pur restando anche luogo di villeggiatura.

Albavilla è famosa per i suoi “Crotti” a cui dedica un seguitassimo festival. I crotti sono delle costruzioni rurali “a volta”, dal cui fondo in roccia fuoriescono getti di aria fresca (e anche di acqua), che mantengono la temperatura durante l’anno costante a 12 °C – 14 °C. Si contano 34 crotti sul territorio di Albavilla.
Grazie alle ampie aree verdi e boschive, sono innumerevoli le passeggiate per gli appassionati di trekking a piedi e in bicicletta con sentieri di varie difficoltà.
Sul territorio sono anche sparse alcune piccole chiedete romaniche di notevole interesse artistico come Santa Maria di Loreto (XII sec.), Santi Cosma e Damiano (XIV sec).

L’Associazione Amadeus Arte che organizza il LakeComo Festival ha sede ad Albavilla ed ha utilizzato varie sedi sul territorio tra cui il Teatro della Rosa, alcune Ville e la principale Piazza Roma, chiusa al traffico e trasformata in salotto per lasciar spazio alla musica.

Come raggiungere questa sede / How to get to this location:

 

Piazza Roma
22031 Albavilla CO
Italy

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